TRUST E DESTINAZIONE PATRIMONIALE - Cap. II Trust e Rapporto Fiduciario (Destinazioni patrimoniali Vol. 2) (Italian Edition) Buy on Amazon

https://www.ebooknetworking.net/books_detail-B00C2G3GUG.html

TRUST E DESTINAZIONE PATRIMONIALE - Cap. II Trust e Rapporto Fiduciario (Destinazioni patrimoniali Vol. 2) (Italian Edition)

Book Details

ISBN / ASINB00C2G3GUG
ISBN-13978B00C2G3GU7
Sales Rank99,999,999
MarketplaceUnited States  🇺🇸

Description

Tesi di Laurea di Ricerca in Istituzioni di Diritto Privato II - Università del Salento - Facoltà di Scienze Giuridiche - Ottobre 2007 - Relatrice Prof.ssa Manolita Francesca.

Nell'ambiente economico inglese e americano non manca stampa quotidiana e rotocalchi che non parli del Trust: dalla gestione delle obbligazioni “Cirio”, al trust costituito da Mario Draghi, all'indomani della sua nuova nomina a Governatore della Banca d’Italia, al trust di Onassis, con le tante liti che ha originato, ecc..
Il trust permette ad un soggetto (disponente) di trasferire dei beni ad un altro soggetto (trustee) che li deve amministrare e gestire a favore di altri soggetti (beneficiari) a cui dovrà trasferirli dopo un dato periodo di tempo, ovvero in funzione di un determinato scopo.
Questo istituto è regolarmente utilizzato per la sua estrema versatilità e per la sua vocazione ad essere impiegato in una pluralità di situazioni: ad es. l’intero patrimonio dei Rockfeller appartiene a trust, ma anche la semplice casalinga americana può disporre dei propri beni per mezzo di un trust con l’aiuto di un banale CD comprato su Amazon.com per qualche decina di dollari.
In Italia solo con la Convenzione dell’Aja del 1985 si discorre di trust, considerato, tuttavia, dalla dottrina più accreditata, come “amorfo” in quanto la Convenzione non contiene disposizioni uniformi volte a dare una compiuta definizione dell'istituto che si configura, perciò, diverso da quello tipico della Common Law.
In ogni caso, il trust non nasce tanto come strumento di pianificazione successoria o fiscale, quanto, più che altro, come soluzione efficace per tutelare interessi meritevoli e proteggerli meglio di quanto non faccia o possa fare il nostro diritto interno; è ormai un luogo comune, infatti, che il trust sia un mezzo per proteggere il patrimonio. A tal proposito, poco chiara e problematica è l’ammissibilità dell’ “asset protection trust”, una particolare tipologia di trust, tipica della tradizione anglosassone ma ancora oscura agli ordinamenti di Civil law: incertezze e dubbi riguardano l’eventuale elusione delle nostre norme imperative - in particolare in tema di responsabilità patrimoniale ex art. 2740 C.C., unicità del patrimonio, tutela dei creditori ex art. 2901 C.C. -. Il dibattito è diventato più vivace con l’introduzione nel Codice Civile del nuovissimo art. 2645-ter, in tema di atto di destinazione: non è mancata dottrina autorevole che ha addirittura parlato di art. 2645-ter quale “frammento” di trust.
L’analisi, dunque, dopo una breve esposizione sul trust amorfo e sul confronto con il rapporto fiduciario, prosegue con l’esame dell’asset protection trust, cercando di valutare se questo istituto possa o meno essere ammesso nel nostro ordinamento, soprattutto alla luce del recente art. 2645-ter C.C. .

Indice Capitolo II Trust e Rapporto Fiduciario
1. Concetto e scopi del negozio fiduciario. Cenni – 2. Specificità del trust rispetto al negozio fiduciario – 3. Patrimonio “segregato” – 3.1. Limiti di ordine pubblico: l’art. 2740 C.C. – 3.2. Istituti del diritto italiano similari o analoghi al trust – 4. Art. 2645-ter C.C.: terzi, pubblicità e trascrizione – 5. Segue. Art. 2645-ter e affidamento fiduciario (Lupoi). Critica
Donate to EbookNetworking
Prev
Next