"Sola, Solissima" è tratto dalle esperienze di Zelda Navi, la quintessenziale donna italiana della stessa generazione di G. Sulpizi, intrappolata in una società provinciale maschilista. Zelda brama la libertà e l’amore corrisposto. Esprime attraverso la prosa le sue giuste esigenze di donna e trova salvezza nella poesia perché “un poeta ha un animo forte, anche se sembra fragile”.