Search Books

Americanizzazione e inglesizzazione come processi di conquista mondiale (Italian Edition)

Author Robert Phillipson
Publisher Esperanto Radikala Asocio
📄 Viewing lite version Full site ›
🌎 Shop on Amazon — choose country
13.37 USD
🛒 Buy New on Amazon 🇺🇸 🏷 Buy Used — $42.66

✓ Usually ships in 24 hours

Share:
Book Details
ISBN / ASIN8887595011
ISBN-139788887595017
AvailabilityUsually ships in 24 hours
Sales Rank99,999,999
MarketplaceUnited States 🇺🇸

Description

Robert Phillipson inAmericanizzazione e inglesizzazione come processi di conquista mondiale spiega, perché e come, le politiche imperiali di Gran Bretagna e Stati Uniti sono state esplicitamente volte all’occupazione fisica e mentale a livello planetario.
L’analisi critica della disuguaglianza globale che ne risulta necessita di esplorare il modo in cui ciò sia stato legittimato. Il mito della terra nullius, esposto da Locke, è servito a legittimare il dominio coloniale europeo, che è stato denunciato da Kant.
L’americanizzazione è stata esportata come una cultura nullius al servizio del consolidamento del consumismo e del sistema militare ed economico soggiacente. Il neoliberismo incrementa la disuguaglianza che è un fattore causale della disfunzionalità delle società capitaliste.
L’integrazione economica e politica dell’Europa è strettamente coordinata e orchestrata dagli Stati Uniti. La presenza dell’inglese è stata incrementata drammaticamente in tutta Europa. La sua promozione, attiva a livello mondiale, è di grande rilevanza politica ed economica per il Regno Unito e gli Stati Uniti.
I sostenitori dell’inglese come universalmente valido, inclusa l’attuale moda della linguistica applicata di analizzare l’inglese come “lingua franca”, vedono l’inglese come una lingua nullius separata dalle forze che stanno dietro alla sua espansione. L’integrazione dell’istruzione superiore europea è stata costretta in un singolo modello, che equipara l’internazionalizzazione agli “studi per mezzo dell’inglese”.
Alcuni paesi europei tuttavia stanno formulando politiche linguistiche per garantire che l’inglese venga usato solo in modo additivo. Studi critici che cercano d’incrementare la giustizia sociale espongono come l’occupazione, fisica e mentale, sia stata legittimata e possa essere contrastata.


Giorgio Kadmo Pagano (www.kadmo.eu) nell'Aggiornamento italiano rende in esame il caso discriminatorio del Politecnico di Milano che ha deciso di non insegnare più in lingua italiana optando per il solo inglese. E' il primo caso di una università dello Stato che vieta ai suoi cittadini di apprendere nella loro lingua per nazionalizzare linguisticamente in inglese gli studenti italiani. GKP afferma che l’unico modo per distruggere alle radici qualsiasi popolo è la conquista dei territori della mente, i cui confini sono delimitati da una sola cosa essenziale: la lingua nella quale pensa. La lingua nella quale alberga la sua identità. Spezzando quella il genocidio è assicurato, senza che una sola goccia di sangue sia stata versata. Del resto persino tutto il lavorio psicoanalitico, il dialogo con l’inconscio, con le parti più profonde e nascoste di un individuo si svolge attraverso la lingua. E, infatti, l’inglesizzazione forzata delle menti, è ben peggiore della costrizione all’abiura religiosa. Cosa direbbero tutti coloro che, giustamente, sono preoccupati di certo estremismo islamico, e della sua impermeabilità ai più elementari diritti umani, se tali estremisti obbligassero tutti a praticare solo e soltanto la loro religione? Non esiste nessun’altra religione che la nostra! Dietro questa frase scatterebbero epurazioni e violenze. Però vi-si-bi-li! La colonizzazione linguistica invece è ben peggiore che l’essere obbligati a seguire alcuni precetti religiosi piuttosto che altri. Conoscere l’inglese significa pensare in inglese, venire obbligati alla preghiera continua, piuttosto che in determinati giorni od ore.