Lo studio comparato dei termini botanici, a partire dal dialetto napoletano, diventa funzione nel lavoro del naturalista Gusumpaur, che riporta, quando se ne dà opportunità anche il modo di usare certe erbe ai suoi tempi in agricoltura, nella pesca, in medicina, in chimica, ecc. Una fruizione immediata del vocabolario botanico la si ha per la decodificazione delle ricette di cucina in vernacolo.