La morale di questa fiaba deliziosa e molto commovente di Aleksandr Kuprin (1870-1938) , considerata un classico del romanticismo russo, è semplice: il concetto del bello non può essere comune per tutti e la bellezza dell’anima umana è molto più importante del fascino esteriore.
Nella famiglia dei reali di uno stato sperduto tra le montagne, dopo lunghi anni di attesa nasce una figlia. Ma, come per il colmo di sfortuna, si scopre subito che la bambina è terribilmente brutta. Per far sì che la giovane principessa non scopra quanto sia orrenda, il sovrano ordina di eliminare dal reame tutti gli specchi…